Accessibilità web · EAACATANIA — IT

Il tuo sito deve essere accessibile: cosa significa, davvero.

Per anni l’accessibilità è sembrata un tema da siti della Pubblica Amministrazione. Lo European Accessibility Act ha spostato quel confine, portando i requisiti anche su prodotti e servizi digitali rivolti ai consumatori. Qui trovi cosa cambia, come capire se ti riguarda e come si verifica un sito sul serio.

La norma

Cosa è cambiato, e chi riguarda

  • 01Cos’è lo European Accessibility Act. La direttiva europea che estende i requisiti di accessibilità digitale oltre il settore pubblico, portandoli su prodotti e servizi rivolti ai consumatori.
  • 02Non riguarda più solo la Pubblica Amministrazione. Per anni l’accessibilità è stata percepita come un tema da siti istituzionali. Non è più così: la norma coinvolge anche soggetti privati, in base a settore e dimensione.
  • 03E-commerce e servizi online sono i più esposti. Chi vende o eroga un servizio online rientra tra le categorie su cui l’attenzione normativa è più diretta.
  • 04Lo standard tecnico di riferimento sono le WCAG. Web Content Accessibility Guidelines: è su quelle che si misura la conformità, non su un’impressione soggettiva di “sito fatto bene”.

Se rientri o no dipende dal caso concreto — settore, dimensione, tipo di servizio erogato. È la prima cosa da chiarire, prima di qualunque intervento tecnico.

Nella pratica

Le barriere che trovo più spesso

  1. 01

    Contrasto insufficiente tra testo e sfondo

    Il problema più diffuso in assoluto, e uno dei più semplici da correggere. Colpisce chiunque, non solo chi ha una disabilità visiva certificata.

  2. 02

    Sito non navigabile da tastiera

    Se non si riesce ad arrivare a un pulsante senza mouse, quel pulsante per una parte degli utenti non esiste. Vale anche per i menu a tendina e i moduli.

  3. 03

    Immagini senza testo alternativo

    Uno screen reader legge il testo alternativo. Dove manca, l’informazione dell’immagine sparisce — e con lei, spesso, un pezzo di significato della pagina.

  4. 04

    Struttura semantica assente o sbagliata

    Titoli usati per dimensione anziché per gerarchia, moduli senza etichette collegate. È anche la stessa base tecnica su cui lavora la SEO.

  5. 05

    Video senza sottotitoli o trascrizione

    Un contenuto multimediale senza alternativa testuale è inaccessibile a chi non può ascoltarlo, e invisibile ai motori di ricerca.

Il servizio

Come si verifica un sito

  1. 01

    Verifica WCAG sulle pagine che contano

    Homepage, pagine di servizio, checkout o moduli di contatto: i percorsi che generano valore, non un campione casuale.

  2. 02

    Elenco delle barriere, ordinato per impatto

    Prioritizzato per quante persone blocca e quanto costa correggerlo, non un export indistinto di uno strumento automatico.

  3. 03

    Raccomandazioni per chi dovrà correggere

    Scritte perché uno sviluppatore possa agirci, con il riferimento al criterio WCAG corrispondente.

  4. 04

    Il punto di contatto con la SEO

    Struttura semantica, testi alternativi e gerarchia dei titoli servono a entrambe le cose. Parte del lavoro di accessibilità migliora anche l’indicizzazione — e viceversa.

Se il sito lo costruisco io, l’accessibilità entra dall’inizio invece di essere aggiunta dopo — vedi realizzazione siti web. Su una piattaforma iGaming il lavoro è diverso e ha una pagina sua:audit di accessibilità per iGaming.

Domande frequenti

Quello che mi
chiedono sull'accessibilità

Il mio sito è obbligato a essere accessibile?

Dipende dal settore in cui operi e dalla dimensione dell’azienda: lo European Accessibility Act ha esteso i requisiti di accessibilità digitale oltre il settore pubblico, coinvolgendo anche soggetti privati, con particolare attenzione a e-commerce e servizi erogati online. Se hai un dubbio sulla tua posizione specifica, la verifica va fatta sul caso concreto — è la prima cosa che guardiamo insieme.

Come faccio a sapere se il mio sito è accessibile?

Gli strumenti automatici intercettano una parte dei problemi — tipicamente contrasto e testi alternativi mancanti — ma non tutto: la navigazione da tastiera e la coerenza della struttura semantica vanno verificate a mano. Un report automatico "tutto verde" non equivale a un sito conforme.

L’accessibilità aiuta anche il posizionamento su Google?

In parte sì, e non per magia: struttura semantica corretta, gerarchia dei titoli coerente, testi alternativi sulle immagini e trascrizioni dei video sono elementi che servono contemporaneamente a chi usa uno screen reader e a chi deve interpretare la pagina. Non tutta l’accessibilità è SEO, ma una porzione consistente del lavoro si sovrappone.

Vi occupate anche di correggere il sito, o solo di analizzarlo?

L’audit e le raccomandazioni sono il servizio. Se il sito lo realizzo io, l’accessibilità è parte della costruzione fin dall’inizio (vedi realizzazione siti web). Su un sito esistente gestito da un altro team, la correzione tecnica resta a chi lo mantiene: il valore che porto è la diagnosi e la priorità degli interventi.

Serve rifare il sito da capo per renderlo accessibile?

Quasi mai. La maggior parte delle barriere più comuni — contrasto, testi alternativi, etichette dei moduli, ordine di navigazione — si corregge sul sito esistente. Rifarlo ha senso solo se i problemi sono strutturali e si somma ad altre ragioni, non per l’accessibilità in sé.

Lavorate anche sull’accessibilità di piattaforme iGaming?

Sì, ma è un lavoro diverso e ha una pagina sua: requisiti delle giurisdizioni regolamentate, funnel di deposito, onboarding KYC. Vedi audit di accessibilità per iGaming.

Prossimo passo

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